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   Libera Università di Godzilla | Note C.S.O.A. Godzilla   
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Nota militante.
Proprio perché miserabile, la sinistra desidererebbe lo sterminio culturale delle realtà antagoniste.

Conclusione dell'opuscolo L'altro nell'universalismo occidentale, trascrizione del seminario svoltosi al C.S.O.A. Godzilla il 16 ottobre 1993.

La storia di questo incontro Iacono-Latouche è anche la storia di qualche piccola, e fastidiosa, infamia della sinistra livornese nei nostri confronti che rimanda ad altre infamie che la grande e generosa sinistra nazionale compie, continuamente, nei confronti dei centri sociali.
Infatti il totalitarismo di sinistra vuole i centri sociali in due versioni, ovviamente complementari: folklore ridanciano e variopinto ai margini della politica "consapevole" oppure teppaglia incosciente spaccavetrine, sempre ai margini della politica "consapevole" (che sarebbe così fatta: un capetto della destra fa il bizzoso in televisione, gli risponde un capetto della sinistra dicendo che non si devono fare le bizze perché il mondo è una cosa seria, un qualche giornalista cerca di interpretare, dalle bizze e controbizze, l'oscuro futuro che ci aspetta.).
Il vomito pardon, il popolo di sinistra, perciò, quando manda i suoi bravi domestici, in forma di giornalisti, a rendere cronaca delle assemblee nei centri sociali, vuol essere confortato e resocontato su quale colore delle sciarpe si notava rispetto ad altri, se vi sono ancora creste punk, quali sono le battutine del giorno. Se ci sia, o meno, una discussione politica e quale sostanza abbia, questo non interessa a nessuno. Basta leggere "Repubblica", "L'Unità" o "il Manifesto" per vedere come gli articoli sulle assemblee dei centri sociali si somiglino e siano sempre gli stessi (si vede che il genere tira): folklore, buoni sentimenti, creste e cheguevari (ma non era morto?). E non puoi nemmeno educatamente farglielo notare: prima di pubblicare una nostra intervista rilasciata a una rivista vicina a uno di questi tre giornali (ci volete scommettere che è quello più a sinistra?) ci è stato fatto, altrettanto educatamente, notare che criticare cotale stampa sarebbe stato controproducente... Infatti tali critiche sono sparite dal testo definitivo dell'intervista (con il nostro assenso: o bere o bere).
Lo stesso popolo è così generoso nei rimproveri quando capita qualche tafferuglio dopo uno sgombero (spesso gestito in prima persona dal PDS o dalla Lega che si è alleata con il PDS). Richiami ruffiani, moniti pretesti sulla pericolosità della violenza è tutto quello che sanno dire. E' vero che quando parlano della pericolosità della violenza, li capiamo. All'Unità sanno quanto sia stato pericoloso dover incitare per anni, fino all'inizio del decennio scorso, alla violenza e alle torture della polizia, alle inchieste cilene della magistratura contro il movimento. Brutto lavoro, non è vero? Certo, brutto lavoro che ritorna come un incubo a presagio per i compiti futuri: far ingoiare, nel tempo, la riforma-Goebbels delle pensioni, licenziare, impoverire, derubare, sottrarre in nome della stabilità della lira.
(E su questo, che dire dei minchioni cosmici del "Manifesto", i forzati del dialogo a sinistra? Nulla perché è arduo conversare sul nulla).
Per questa varia disumanità, dai centri sociali non può venire che folklore o comportamenti da stadio. Livore? Toni biliosi da parte nostra?
Jamais, forniamo subito, al generoso lettore, verifiche sul campo.
Quando organizzammo questo incontro chiedemmo una piccola cifra di finanziamento alla circoscrizione competente. Bisogna sapere che il CSA Godzilla, proprio in quel periodo, era entrato in regime di occupazione. Il comune ci chiedeva cifre patafisiche per l'affitto dei locali che, fino a quel momento, erano in comodato gratuito (Bella la vita, si dirà. Frutto di 5 anni di lotte e di 5 occupazioni, rispondiamo noi.. proprio gratuito questo "comodato" non l'abbiamo mai considerato).
La circoscrizione, appena realizzato che eravamo in occupazione, ci ritirò i soldi. Ovviamente i responsabili di questa ritirata erano, e sono, quelli che ci tengono ad apparire più democratici e più aperti ai movimenti di altri.
Ora, Livorno non è Manhattan e non è che capita spesso che un professore (Latouche) venga da Parigi per fare una conferenza. Un po' di aria di altri mondi non fa certo male ma... vuoi mettere il gusto di ritirare i finanziamenti perché non si possono dare i soldi a "strutture illegali"?
La stampa democratica e civile, d'altro canto, reagì di par suo. Impegnata, di solito, a dare ampie cronache di convegni a cui partecipano i soli relatori, a parlare del pensiero massonico (ebbene si, esiste) come pensiero "polifonico", non poteva certo mancare la steccatina abituale.
Fu contattata una giornalista del Daily Planet locale, la quale andò dal suo capocronaca, per concordare un articolo, il quale andò su tutte le furie al solo sentire il nostro nome. Eravamo in occupazione quindi non si poteva parlare di noi.
L'iniziativa andò benissimo, vennero decine di persone, un pubblico numericamente insolito per un dibattito, ma la cappa di silenzio sulle nostre iniziative restò, imperturbabile.
Alla fin fine oggi, ogni tanto, il nostro Daily Planet pubblica qualcosa sulle nostre iniziative. Ci sono voluti quattro sgomberi (da un altro locale) e decine di denuncie perché ci dessero qualche frammento di spazio dove comunicare. Quanto al libretto, che qui vedete oggi, anche lui una piccola storiella la può raccontare. Dopo la vittoria di Berlusconi del '94, pubblicammo, sempre sul Daily Planet, un documento dove dicevamo, al comune di "sinistra", che bisognava mettere da parte le divisioni per creare un tessuto sociale che arginasse la destra (una Rina Gagliardi qualsiasi avrebbe pianto, leggendolo. Un centro sociale che si apriva alla "sinistra"..). Non ci rispose nessuno.
Solo dopo un paio di mesi riuscimmo a contattare l'assessore alla "cultura". Gli proponemmo, a costo zero, la pubblicazione (tramite stamperia comunale) di una regolare serie di pubblicazioni di studio sulla composizione culturale del nostro territorio più qualche fuoriserie come questo.
Aspettiamo ancora risposta.
Se i centri sociali fanno folklore o fanno fare gli straordinari alla celere, l'attenzione è assicurata. Se succedono cose anomale, addirittura produrre cultura, scatta il silenzio. Perché?
A livello locale la risposta è presto data: sul territorio i mezzi per fare politica e cultura li deve avere un notabilato organico e compatto (di destra o di sinistra poco importa). Queste fregole di democrazia di base, queste "abitudini da '68" non debbono esistere o, se esistono, debbono atomizzarsi, sparire.
A livello nazionale crediamo, per spiegarsi, che basti indicare che gli unici soggetti deputati a parlare della società, dopo il jet-set politico, sono i... preti.
Ogni problema che esca dal campo della tecnica della politica o della finanza, trova il suo bravo prete come interpellato a riguardo e al centro del discorso. Ed è un fenomeno più serio di quanto possa sembrare da queste righe, del tutto postmoderno ma, di questo, ne parleremo un'altra volta.
Per ora ci basta solo indicare di come la sinistra tenda a far valere il proprio modello (quale, poi?) culturale come unico degno di rappresentazione. A questo punto ci domandiamo quale sia il vantaggio nel cambio sinistra-destra. Modello culturale unico, politica delle élites territoriali, culto del Capitale come propulsore del benvivere. Non sono uguali, destra e sinistra?
Però, se ci pensiamo bene, non possono essere uguali. Mentre la sinistra non spazzerà mai via la destra, la destra può spazzare via la sinistra. Forza Silvio, facci sognare.

PS. Sempre della serie "la sinistra desidererebbe lo sterminio culturale delle realtà antagoniste":
Radio Onda Rossa rischia di chiudere, "La Voce" del funereo cialtrone semianalfabeta Montanelli ha chiuso (Grazie Silvio, di cuore). Il quotidiano dei forzati del dialogo a sinistra mentre dedica pagine e dotti commenti sul fatto che, non esistendo una destra colta e con abitudini da Public Company, Montanelli ha dovuto chiudere, pubblica una misera letterina sui problemi di Onda Rossa.

PS2. Un minimo di equanimità, della serie "la destra desidererebbe lo sterminio culturale di chiunque": avete mai seguito "Studio aperto" di Liguori? Mai dato uno sguardo alla sua rassegna stampa? Agamben ha scritto che pornografia e tragedia classica hanno la stessa struttura narrativa: entrambe le strutture tendono inesorabilmente verso un solito epilogo. Anche la rassegna stampa di Liguori tende verso un solito epilogo; che si parli di terremoti, processi, boxe tailandese la conclusione è sempre la stessa: ha ragione Berlusconi. Resta il dubbio: Liguori, tragedia classica o pornografia?

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